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La foglia, nelle Tillandsie, è sempre intera, ma assume le forme più diverse, a volte bizzarre e inconsuete. Soprattutto negli stadi giovanili, sono triangolari e assomigliano a quelle di molte comuni graminacee, o filiformi, con un apice tipicamente acuto a volte quasi acuminato. Possono presentarsi più o meno strettamente spiralate, contorte, ritorte verso la base della pianta. |
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La fillotassi varia da 2/5 a 5/13; nel primo caso a partire da una foglia si compiono due spirali attorno al fusto, incontrando 5 foglie durante il percorso prima di arrivare a un'altra foglia inserita sulla stessa verticale della foglia dalla quale si è partiti; nel secondo caso, servono 5 giri e si incontrano 13 foglie. |
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A un occhio inesperto, alcune specie possono addirittura essere scambiate per piante grasse, anche se è pur vero che diverse specie del tipo cinque hanno caratteristiche di succulenza a volte accentuate. La sviluppo in lunghezza è molto variabile: da qualche cm a diversi decimetri (ci si riferisce alle specie normalmente sul mercato). La larghezza varia da meno di 1 millimetro a diversi centimetri. Possono apparire setose, più o meno vellutate, lucide, opache, secondo la specie, il clima, la zona, l'età della pianta e della singola foglia. |
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Ionantha: caratteristiche diverse del fogliame. Nelle due foto qui sopra, sono presenti le stesse piante fotografate da angolazioni diverse
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È comunque da tenere presente che l'aspetto generale anche in una stessa specie, è soggetto a una accentuata variabilità, tanto da indurre a facili errori a un riconoscimento sommario visivo. |
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Caput medusae
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L' anatomia della foglia, varia molto in relazione all'habitat. Le foglie delle specie di zone ombrose e umide, sono decisamente più espanse, piane, più sottili, spesso disposte a rosetta a formare un serbatoio, di color verde più o meno intenso; mentre nelle zone meno umide o secche, le foglie si presentano in genere più piccole, più spesse, coriacee, di forma a volte rotondeggiante, succulente, di color grigio, per la presenza di un maggior numero di tricomi per unità di superficie e per un maggior sviluppo dell'ala degli stessi. Gli stomi (aperture per l'assunzione di anidride carbonica e per la traspirazione) sono generalmente solo sulla pagina inferiore. |
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Nelle zone di origine, una stessa specie può assumere variazioni notevoli nella colorazione dell'apparato fogliare, secondo che la stagione sia secca con molta luminosità o piovosa e con bassa luminosità; nel primo caso le foglie possono presentarsi più o meno pigmentate di un colore rossastro-magenta o fucsia, per la presenza più o meno consistente di antociani, tanto da sembrare a volte in fioritura; nel secondo, conservano il colore verde più o meno intenso. Se le prime vengono riportate in un ambiente a minore luminosità e in buone condizioni ambientali, nel giro di qualche settimana, riprendono l'originario color verde (o se si preferisce, perdono la tonalità rossastra). Il ritorno al color verde si può notare anche nelle piante poste nelle abitazioni. |
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Tricolor melanocrater
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Variazioni cromatiche dovute sostanzialmente al clima. (Nella foto di sinistra le piante sono state bagnate per evidenziarne il colore). |
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Brachycaulos m. sfumature dovute al clima (esposizione, precipitazioni, ecc.)
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Influisce notevolmente sulla colorazione, anche la tecnica colturale (irrigazione, concimazione, ombreggiamento, selezione attuata al momento della riproduzione, ecc.). |
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a sinistra con superficie fogliare asciutta (tricomi più o meno sollevati dall'epidermide) e a destra subito dopo essere stata bagnata (tricomi appressati sull'epidermide). (T. capitata) |
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La colorazione rossastra più o meno intensa è dovuta agli antociani (pigmenti), che hanno la funzione di evitare la solarizzazione, ossia la bruciatura, l'ossidazione dei cloroplasti per eccesso di luce. Questi ultimi sono riposti in gran parte nel mesofillo, la regione più interna, fotosinteticamente attiva, tra le due epidermidi, superiore e inferiore della foglia. |
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Effetto delle ali dei tricomi, dopo e prima di una irrigazione
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Piante della stessa specie, prodotte in zone a differente clima, si presentano morfologicamente diverse: solitamente, in climi temperato-secchi, assumono un aspetto più compatto; in alcune specie l'apparato fogliare, oltre che contorto (Caput medusae, Bulbosa), si presenta anche ritorto verso la base della pianta, mentre in climi umidi o caldo-umidi si presenta più esuberante, con foglie assurgenti, non ritorte verso la base della pianta e inoltre più verde, più acquoso; così che è possibile, a una sommaria valutazione visiva, stabilire se le piante provengono, se osservate in natura, da zone umide o secche, oppure sono se state coltivate in clima umido o secco.Da un punto di vista estetico le due forme sono entrambe valide. Per ogni specie si tende a coltivare in un clima che permetta alla pianta di sviluppare l'apparato fogliare con l'aspetto più gradevole e durevole. |
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La stessa specie può presentarsi con colorazioni molto diverse fra loro a seconda delle condizioni climatiche in cui si sviluppa. (T. brachycaulos)
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Nelle zone sub-tropicali o tropicali di coltura, solitamente assume meno importanza la velocità di crescita, mentre si privilegia la qualità, intesa come forma, durata, sanità. Ribadiamo una volta di più, che il clima, con le naturali variazioni dovute alle stagioni, o modificato da tecniche colturali influisce in modo determinante sull'aspetto della pianta. |
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Aspetti diversi per forma e colore della stessa specie (T. caput medusae)
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Un altro esempio di diversa pigmentazione fogliare (T. concolor)
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Tra le Tillandsie non è raro il fenomeno dell'eterofillia, ossia l'emissione di foglie differenti (polimorfismo), nel corso della vita dell'individuo. (Ultimo aggiornamento: 12 dicembre 2004) |
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