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  La radice  
   
   
     
 
 
  Radici di una Capitata che si sono abbarbicate sulla stessa pianta che le ha prodotte. Si noti con quanta forza aderiscono alle stesse foglie. A volte per staccare una pianta silvestre di 20-30 cm di diametro dalla corteccia di un albero è necessario applicare una forza di decine di kg  

 

La nascita di una Tillandsia da seme, è accompagnata generalmente dall'emissioni di radici alla base del fusto fin dalle primissime fasi della germinazione. Nella riproduzione agamica (distacco dei germogli dalla pianta madre), lo sviluppo delle radici avviene, invece, successivamente.

Le radici, secondo le specie, possono avere solo funzione meccanica di ancoraggio (spesso sorprendentemente energico) e sostegno, o possono in varia misura avere anche funzione di assorbimento.

Possono essere semplici o ramificate.

 
     
 
 
  Le radici si aggrappano al sostegno che, in questo caso, è un'altra T.  

  Occasionalmente, le radici si sviluppano anche sulle infiorescenze.  
     
 
 
  Peli radicali, che in questo caso fissano la radice sulle foglie della pianta stessa che l'ha emessa Radici su pianta di Tricolor melanocrater  

 

Una marcata, comprensibile interdipendenza, esiste tra apparato radicale, quantità di radici emesse, velocità di emissione, tricomi, serbatoio, succulenza delle foglie dal momento che sono tutti apparati attraverso i quali la pianta si rifornisce di acqua.

La temperatura, oltre che l'umidità, influisce fortemente sulla quantità e sulla velocità di crescita delle radici. Un abbassamento di temperatura, dopo un periodo di temperature sostenute, porta generalmente a una maggior e più rapida formazione di radici. Non sappiamo spiegare il fenomeno, simile a quanto si verifica nelle Phalaenopsis quando vengono poste in induzione con abbassamento di temperatura..

Come già detto, nelle Bromeliacee il confine tra specie terrestri e specie prettamente aeree, epifite, non è affatto ben definito, come qualcuno sbrigativamente a volte scrive, o come vorrebbe che fosse per stimolare la curiosità e l'interesse del lettore.

Anche per quanto riguarda l'apparato radicale, oltre che per l'apparato fogliare, le Tillandsie reagiscono con una moltitudine di risposte ai diversi fattori ambientali, climatici, pedologici ecc. che interagiscono tra di loro. Tali diversità di risposte complicano ulteriormente la collocazione, nella sistematica, dei vari taxa.

In genere la radice della Tillandsia, manifesta una perdita progressiva dei vasi per il trasporto dei fluidi, mano a mano che cresce l'epifitismo. I peli radicali sono maggiormente presenti negli stadi giovanili. I vari substrati sui quali la pianta si sviluppa, influiscono sulla forma delle radici. Le litofite, producono radici lunghe, poco ramificate, normalmente una per ciascun nodo del caule, che permettono a tali specie il raggiungimento di anfratti inaccessibili, per catturare l'umidità necessaria, mentre le epifite, radicano più abbondantemente, con radici più ramificate. Radici possono svilupparsi anche dai rizomi. Nelle specie provviste di serbatoio, le radici possono svilupparsi abbondantemente e insinuarsi tra la base delle foglie che costituiscono il serbatoio, andando così a esplorare le zone più fornite di acqua ed elementi nutritivi.

Cambiamenti nella disponibilità di umidità, influiscono fortemente nello sviluppo delle radici.

 

  A volte, lo sviluppo di un vistoso apparato radicale, su specie strettamente epifite (se si preferisce, atmosferiche), si può constatare anche in coltura, se le piante vengono mantenute in ambiente umido. Le radici continuano a crescere fintanto che vengono mantenute le condizioni di sviluppo iniziali, ma induriscono, nel giro di poche ore, fino anche a disseccarsi, se l'ambiente ritorna secco. Possono riprendere l'aspetto di tessuto fresco se riportate nell'ambiente originario, dopo un periodo che va da diversi giorni a qualche settimana. In natura, i vari substrati possono seccarsi e possono stagionalmente ricaricarsi di acqua, permettendo lo sviluppo di un apparato radicale nei periodi umidi.  
     
 
 
  T. polistachia. Il substrato condiziona la forma dell'apparato radicale  

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