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  Tillandsia in breve  
   
 

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  Alcune nostre Till. tectorum. Specie andina, tricomi molto sviluppati, colore della pianta tendente al bianco. Tillandsia stricta. Specie che si caratterizza per la bella infiorescenza e per la relativa facilità ad emettere dopo la fioritura, germogli dalle gemme latenti situate lungo il fusto.  

   
     
 
 
  Tillandsia tenuifolia var. strobiliformis. Specie a crescita più lenta della Stricta e con foglie più rigide e dure di quest'ulima. Bella infiorescenza; il color bianco dei petali contrasta con il color fucsia di tutto l'apparato.  

 

Le Tillandsia sono piante belle e utili, appartenenti alla famiglia delle Bromeliacee, che allo stato naturale si trovano solo nel  Continente Americano in zone che vanno dalle foreste tropicali, alle zone desertiche di alcune regioni dell'America del Sud, fino ai freddi altopiani andini. Sono presenti dunque in una amplissima gamma di regioni climatiche.

La loro caratteristica principale è quella di vivere senza terreno (vedi foto) e questo, grazie a peculiari caratteristiche anatomiche e fisiologiche presenti sulle foglie e all’interno della pianta, che hanno permesso loro di adattarsi in natura agli ambienti più disparati e spesso a climi e ambienti ostili. Le radici, quando presenti servono per lo più come mezzo di ancoraggio ai rami degli alberi (questo è il tipo di supporto generalmente preferito in natura: vedi foto) o ad altri supporti. Per questo sono piante epìfite. Assolutamente non sono parassite, anche se sovente, proprio nelle zone Centro-Sud Americane, vengono dalle popolazioni locali considerate erroneamente come parassite.

Per vivere traggono acqua e nutrimento direttamente dall'atmosfera per mezzo delle foglie, le quali assorbono umidità, piogge, rugiada, nebbia, ecc, unitamente alle varie sostanze utili o inquinanti in esse contenute.

 

   
     
 
 
  consociazioni allo stato silvestre  

   
     
 
 
  Un ibrido Caput medusae x Brachycaulos. Pianta con bel portamento, con foglie lunghe e ricadenti; sostanzialmente si comporta come una Caput con la infiorescenza della Brachycaulos (commercialmente più nota come Multiflora). (Non abbiamo numeri disponibili per la vendita) Castaneo bulbosa. Cartterizzata da bella infiorescenza di lunga durata. Sulla dx sono visibili alcuni germogli che altra pianta madre della stessa specie ha emesso. Sono visibili anche apparati fiorali sfioriti, essiccati con semi ancora in via di emissione. Altitudine 1.400-1.600 m; Minime notturne 10-15 °C Temp. giorno 20-30 °C (La classificazione è ancora combattuta se inserirla come Vriesea o come Tillandsia).  

   
     
 
 
  Colonia di Juncifolia (?) su Pejibaye; più in basso al centro della foto: Till. punctulata. Altitudine 500 mslm Tillandsia: vegetazione spontanea in ambiente subtropicale (di tipo mediterraneo) con piovosità 700-800 mm/anno Tillandsia spp. Vegetazione spontanea su fili della luce in ambiente tropicale umido  

   
     
 
 
  Tillandsia stricta in coltura presso la nostra azienda. Tillandsia spp. Vegetazione spontanea su fili della luce in ambiente tropicale umido Tillandsia spp. in ambiente subtropicale con scarse precipitazioni  

   
     
 
 
  Tillandsia che arredano.... Tillandsia che arredano... a 2800 mslm Tillandsia che arredano ...  

   
     
 
 
  Tillandsia che arredano... Come bene si evidenzia dalle foto, in natura la maggioranza delle specie assumono una posizione verticale; anche le piante nate nella parte del ramo rivolta verso il basso, tendono ad assumere una posizione verticale o quanto meno tendente verso l'alto. Mentre ciò è fondamentale per le specie del ''tipo 4'' (si veda nelle ''generalità'') provviste di serbatoio per la raccolta dell'aqua (le piante a rosetta), lo è meno per le epifite del ''tipo 5'', anche se la tendenza per molte specie, ma non per tutte (Bulbosa, Caput, Argentea, Fuchsii, Magnusiana, ....),in natura è quella di riportarsi in posizione eretta, per effetto degli ormoni prodotti dalla pianta stessa e altri processi interni alla pianta dovuti alla gravità Belle Bromelie: Aech. mariae reginae in regione tropicale umida (3.000-4.000 mm pioggia annuale) a livello del mare. T. bulbosa  

 

La presenza in natura di piante di Tillandsia, soprattutto le più strettamente epifite sia grigie che verdi (spesso quest'ultime fornite di serbatoio), ancorate nella parte del ramo rivolta a terra oppure ancorate perpendicolarmente alla superficie di appoggio, ma in posizione orizzontale, non significa che le Tillandsia amino vivere con la testa all'ingiù, ma significa che possono vivere anche con la testa all'ingiù. Semplicemente  la parte del ramo rivolta a terra o in ombra è la più umida o semplicemente la più favorevole alla germinazione dei semi, mentre gli altri semi non trovando a disposizione un substrato o un supporto che offra adeguate condizioni alla germinazione, sono destinati a perdere la germinabilità e ad esaurirsi. Con il tempo, le giovani piantine (nella maggioranza delle specie) per la presenza di determinati ormoni e di altri meccanismi interni alle cellule, tenderanno a portarsi in posizione verticale, che per le specie a serbatoio è essenziale per la loro sopravvvenza. Quanto diciamo è facilmente riscontrabile in natura, dove si può notare che quando la pianta non riesca a raddrizzarzi, conserva tuttavia la tendenza a portare in posizione eretta le foglie terminali e l'infiorescenza anche se poi il peso della stessa farà flettere il caule verso il basso. 

 

   
     
 
 
  Alcune specie a foglie lucide di origine silvestre, presenti nelle nostre serre (specie prevalentemente del tipo 'a serbatoio'), che non sono in vendita. In primo piano Vriesea heliconioides (a sinistra) e una Guzmania  

   
     
 
 
  Neoregelia fireball in regione tropicale a 1.500 metri slmm Ionantha: particolare del fiore, con antere ancora chiuse. In regione tropicale a 1.400 mslm  

   
     
 
 
  Tillandsia Juncifolia. Imponente Ceiba di circa 30 m di altezza, in regione tropicale di pianura, con la chioma ricoperta soprattutto da Tillandsia juncifolia Tillandsia sp. per lo più di tipo mesico, in regioni tropicali a livello del mare. Nella parte alta a sx nella foto e nella parte bassa al centro, sono ben distinguibili alcune colonie di Balbisiana, con alcuni individui particolarmente sviluppati; al centro, una consistente colonia di Brachycaulos in parte sfiorite, con qualche pianta intensamente colorata; sono presenti inoltre alcune Catopsis. In regione tropicale a 1.400 mslm  

 

Visita la pagina:

Tillandsia xerographica !

(cliccando sul menu a sinistra)

 

 

   
     
 
 
  Tillandsia sphaerocephala mutazione: foglie che a strisce non presentano tricomi (per i tricomi si veda il paragrafo relativo) Tectorum. Esaurita la fioritura si sono originati più germogli. L'aspetto lanuginoso non è dovuto a peli, nell'accezione comune del vocabolo, bensì alle ali dei tricomi particolarmente sviluppate. Per le funzioni dei tricomi si veda il relativo paragrafo. Tillandsia tectorum. Si notano alcune piante in incipiente fioritura  

   
     
 
 
  Tillandsia sphaerocephala/capitata con una forte colorazione dell'epidermide (dovuta alla combinazione temperatura/insolazione), ben evidente dopo una irrigazione, essendo in questo caso le ali dei tricomi appoggaite al velo di acqua che bagna l'epidermide. T. tenuiofolia var. strobiliformis; uno scorcio della nostra coltura con piante appena bocciolate  

   
     
 
 
  Tillandsia magnusiana nella nostra azienda. Una delle specie migliori, di cui disponiamo. Dobbiamo dire che non sempre riusciamo ad offrire nel corso dell'anno, piante con una vegetazione meravigliosa come quella che appare in foto, dipendendo dalla stagione, dal clima e soprattutto dalla permanenza in serra. Magnusiana nella nostra azienda. La particolare colorazione si verifica di norma solo in natura e in determinate condizioni di alta insolazione e scarsità di precipitazioni. Magnusiana nella nostra azienda. Le piante della foto a lato, collocate in un ambiente con condizioni climatiche controllate, meno soggette a forti escursioni giornaliere e stagionali sia in temperatura che U.R. , perdono la colorazione antocianica e mostrano dopo alcune settimane, per effetto delle ali dei tricomi, la colorazione grigia, più o meno chiara.  

   
     
 
 
  Tillandsia brachycaulos multiflora. In foto, pianta di piccola taglia. Di questa specie, la nostra azienda ha in produzione e in vendita, oltre alle taglie normali, anche una taglia XL , non rinvenibile sul mercato. Caput medusae; specie che presenta alcune caratteristiche di succulenza. Particolarmente resistente a lunghi periodi di carenza d'acqua. Harrisii (per i non addetti ai lavori, simile a Capitata, ma soggetta ai controlli CITES perchè più rara) nella nostra azienda. Pianta resistente, di un bel colore bianco-grigio-argento. Ci piace far notare l'uniformità della coltura.  

 
 
     
 
 
  Tillandsia pseudobaileyi Tillandsia bulbosa in fioritura Tillandsia caput medusae  

   
     
 
 
  Tillandsia tricolor melanocrater Tillandsia magnusiana in fioritura. Till. ionantha. In foto, una delle molte cultivar o meglio uno dei numerosi ecotipi della specie Ionantha.  

   
     
 
 
  Tillandsia tectorum; specie marcatamente xerofita. Le ali dei tricomi sono particolarmente sviluppate, specialmente negli individui silvestri cresciuti in regioni andine e conferiscono a questa specie il caratteristico aspetto lanuginoso. Tillandsia vicentina. Fotografate in questo caso in regioni tra i 1.500 e 2.000 mslm. Se non fosse per l'infiorescenza, potrebbe essere facilmente scambiata per Fasciculata che ha pure le stesse esigenze climatiche. Tillandsia recurvata; una delle specie che spesso si possono incontrare, oltre che su vegetazione arborea o arbustiva, anche sui fili della luce, del telefono, sui cornicioni degli edifici, ecc. Le piante in foto sono state riprese a circa 1.500 mslm e sono un insieme di qualche centinaio di singole piante nate da seme, ossia da un agglomerato di semi che germinando hanno dato origine a un insieme di piantine fittamente aggrovigliate.  

 
 
     
 
 
  Tillandsia fasciculata nate da seme e orchidee sugli stessi rami in regioni tropicali-subtropicali Tillandsia polystachia (specie a serbatoio). Frequentemente in natura convive sugli stessi ospiti (alberi, arbusti, ecc.) con la specie Brachycaulos. Till. fuchsii var, fuchsii  

   
     
 
 
  Tillandsia sphaerocephala taglia XXL. Specie che necessita qualche anno di coltura nella nostra azienda, per arrivare alla taglia in foto e per vantare la intensa colorazione argento con la quale la proponiamo. Della taglia XL abbiamo da anni grande disponibilità. Caratteristica: foglie fragili, pero....bellissime ! Tillandsia funckiana Tillandsia funckiana in fiore. La durata della fioritura o meglio, il periodo di tempo durante il quale una Tillandsia conserva l' infiorescenza (anche dopo la fioritura vera e propria) in uno stato esteticamente pregevole, può variare da un minimo di alcuni giorni a un massimo di diversi mesi (4-6 mesi), secondo la specie, secondo il clima, e soprattutto temperatura e disponibilità di umidità (acqua)  

   
     
 
 
  Tillandsia fendleri a circa 2000 msm in zona tropicale andina Tillandsia. Fitta copertura con alcune specie, in zona tropicale temperata. Copertura di Bromeliacee su palme, lungo una via cittadina in regione tropicale 850 mslm  

 

 

 
     
 
 
  Bromeliacee: coloratissima vegetazione in foresta tropicale di montagna  

 

Sono piante uniche e preziose: per le loro caratteristiche si prestano per arredare con gusto gli ambienti più disparati di vita e lavoro, basta semplicemente appoggiarle o inserirle in supporti semplici, poco ingombranti, o raffinati.

Nel loro ambiente naturale si possono trovare in una grandissima varità di climi: dalle foreste pluviali di pianura, alle foreste nuvolose-nebbiose di montagna(1.000-3.000 mslm) come pure sugli altopiani andini a più di 4.000 metri, con taglie generalmente via via decrescenti passando dalla pianura alle zone più alte e più fredde (altopiani andini)

Vivono, crescono e si riproducono perfino sui fili della luce, del telefono, sui tetti e i cornicioni delle case e su qualsiasi struttura inerte che per la sua scabrosità permetta al seme di aggrapparsi, laddove comunque sia presente l'umidità necessaria per le loro funzioni

 

 

Riportiamo di seguito, quanto già da tempo abbiamo scritto nel paragrafo ''foto''.

I fattori che condizionano lo sviluppo e l'insediamento delle Tillandsia in natura , nelle varie zone geografiche del Continente Americano, sono soprattutto la temperatura e la piovosità. Per quanto riguarda l'influenza della temperatura, c'è da dire che la massima diversificazione delle specie, ossia il maggior numero di specie si trova tra i 600 e i 2.000 mslm, ossia in zone e regioni caratterizzate da temperature notturne, in linea di massima, tra i 10-15 °C  e temperature diurne nelle ore più calde tra i 20 e i 30 °C; mentre per quanto riguarda la piovosità, c'è da dire che questa porta a una diminuzione del numero di specie se supera i 2.500 mm l'anno. Ossia a pari temperatura, nelle zone a maggior piovosità si rinvengono un minor numero di specie (che non significa una minore quantità di piante !).

Un altro fattore importante per lo sviluppo delle Tillandsia epìfite è la specie legnosa o arbustiva che le ospita e in particolare risultano essere fondamentali: il tipo di corteccia sulla quale le Tillandsia devono aggrapparsi (una corteccia liscia o poco scabrosa ne limita l'insediamento), la fittezza della chioma della pianta ospite (una chioma fitta ne limita l'insediamento), la composizione chimica della corteccia e degli essudati in senso lato condizionano fortemente la germinazione dei semi e lo sviluppo delle plantule, così pure la presenza sulla pianta ospite di altra vegetazione epìfita già insediatasi precedentemente. 

Essenze legnose diverse e ''a contatto di gomito'', possono presentarsi, per quanto detto nel capoverso precedente, l'una completamente ricoperta di Tillandsia e l'altra completamente sgombra.  

 

   
     
 
 
  Tillandsia: specie diverse in regione tropicale a circa 1900 mslm Tillandsia: specie diverse in regione tropicale a circa 1900 mslm Tillandsia nate e cresciute sui fili della luce e del telefono in regione ad alta piovosità, a livello del mare. In questa foto: Tillandsia balbisiana e sulla estrema dx probabilmente una Tillandsia utriculata  

 

Gran parte delle specie si caratterizzano per una forte resistenza alla siccità. Tuttavia il mantenimento di un buon grado di idratazione della pianta, con le piogge o con le irrigazioni-nebulizzazioni (se collocate negli ambienti chiusi di vita e di lavoro)  permette alla stessa uno sviluppo migliore e più regolare.

Sono in grado di assorbire e di metabolizzare le sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera, caratteristica comune a molte altre specie ornamentali o meno, coltivate o silvestri.

Generalmente non sopportano il gelo, ma molte sono le specie che tollerano temperature vicine allo zero anche per diversi giorni. Alcune specie, alcune delle quali coltivate, presenti nelle zone andine dai 3.000 ai 4.500 metri di altitudine, tollerano egregiamente per alcune ore al giono (durante la notte e nelle primissime ore del mattino) e per diversi mesi all'anno, temperature di qualche grado o alcuni gradi sottozero. Nei nostri climi si adattano perfettamente all’interno delle abitazioni. Migliore sarebbe durante la bella stagione, una collocazione all’esterno, in zona ombreggiata, leggermente fissate su rami o tronchi di piante (sempre in posizione ombreggiata) ai quali in seguito si aggrapperebbero con un loro apparato radicale, più o meno abbondante, che spontaneamente emetterebbero . Per le piante collocate all’esterno, a meno che non si trovino in zone particolarmente siccitose, non sono necessarie irrigazioni, perché le Tillandsia sono in grado di catturare efficacemente l’umidità della notte e l’acqua di pioggia e altrettanto efficacemente di conservarle.

Le piante, sciolte o anche in composizione, trovano facile e gradevole collocazione in qualsiasi angolo della casa. Semplicemente appoggiate su qualsiasi supporto o contenitore che ne valorizzi la forma, stupiscono per la loro straordinaria resistenza e longevità. Anche dopo settimane di totale abbandono, immerse per qualche minuto in acqua a temperatura ambiente e, se necessario, ripetendo l’operazione per qualche giorno, saranno in grado di riprendere l’originario turgore e la normale attività vegetativa.

Una pianta ben accudita, va normalmente a fiore a maturità e per mezzo dei germogli che sorgeranno alla base o lungo il fusto, (si veda in proposito la pagina "riproduzione") potrà continuare a vivere per anni, soprattutto senza cambiare terriccio (che in questo caso non esiste), senza cambiare vaso, senza tutte quelle operazioni che vengono normalmente richieste da tutte le altre piante che necessitano di un substrato dove affondare le radici. Basta semplicemente lasciarla appoggiata  e fornire umidità (acqua) e luce sufficienti. 

 
     
 
 
  Tillandsia: molteplicità di specie in ambiente naturale sub-tropicale  

   

 

Nelle foto sottostanti, sono evidenti vigorosi germogli che si sono sviluppati dopo la fioritura della pianta madre (la pianta principale, centrale), che lentamente si esaurirà dopo aver ceduto ai getti basali parte delle sostanze in essa contenute. 

 
     
 
 
  Tillandsia capitata: pianta madre con tre germogli; la colorazione rossastra è dovuta al clima (quantità di luce abbinata alla temperatura) Tillandsia caput medusae dopo la fioritura, con germogli  

 
 
     
 
 
  Tillandsia juncea Pianta silvestre di Caput medusae: 4 generazioni sulla stessa pianta (1^pianta madre sfiorita; a destra nella foto), 2^pianta con capsule in maturazione (la principale al centro), 3^germoglio alla base(a sx nella foto), 4^plantule originatesi dai semi della pianta sfiorita. Da notare le foglie leggermente arricciate che denotano la permanenza della pianta in uno stato di leggera carenza idrica protrattosi per alcune settimane. Il ripristino di un tenore più elevato di idratazione all'interno della pianta (per es. con acqua di pioggia), porta in pochi giorni, a volte in poche ore, a una riduzione più o meno consistente dell'arricciamento. Particolare della foto precedente  

   
     
 
 
  Tillandsia ionantha. Si confronti la morfologia alquanto diversa, rispetto alla Ionantha precedente, riportata in questo paragrafo  

 

Non sono piante velenose, anzi alcune specie nel loro ambiente naturale vengono raccolte per essere mangiate dalle locali popolazioni.

 
     
 
 
   

   
     
 
 
  Tillandsia Geminiflora  

   

Come si mantengono

(brevi, semplici suggerimenti; per informazioni più dettagliate si veda il relativo paragrafo ''mantenimento'' sul

menù a sx)

Temperatura: se sono collocate

all'esterno: (scelta ottimale), una temperatura minima di 5-7°C (variabile da specie a specie) protratta per qualche ora al giorno (non di più), deve essere considerata una temperatura minima limite. Le temperature massime dei nostri climi non sono un problema per queste piante, anzi il più delle volte se ne giovano;

in casa: una temperatura intorno ai 22-28°C può essere considerata se non ottimale per tutte le specie (data la abbondanza di specie dalle esigenze più disparate) per lo meno una temperatura che può far funzionare tutte le specie in maniera più che soddisfacente.

E' doveroso precisare che una temperatura minima di 12-15°C può essere un fattore limitante per alcune specie, come per es.  Xerographica, soprattutto se combinata con una scarsità di luce e per altre specie ancora, tipiche di regioni a clima caldo e caldo umido.

Umidità:

in casa: con U.R. (umidità relativa) del 30-40% (tasso di umidità che si ha normalmente negli ambienti riscaldati d'inverno) , si consiglia di nebulizzarle fino a gocciolamento 2-3 volte la settimana o meglio, se possibile, di immergerle 1-2 volte la settimana, per un tempo variabile da pochi secondi a qualche minuto (secondo la frequenza di intervento, secondo la specie, secondo la capacità di assorbimento-imbibizione delle foglie) in acqua, anche di rubinetto, a temperatura di 20-35 °C . Tassi maggiori di umidità come si possono avere in alcuni ambienti come il bagno, o in altre zone della casa come per esempio d'estate con le finestre aperte, facilitano il mantenimento di queste piante. Inoltre è buona norma mantenerle lontane da fonti di calore e da condizionatori;

si deve porre attenzione specie d'inverno, che dopo essere state bagnate, le piante devono asciugare la loro superficie nel giro di qualche ora; suggerimenti più dettaglaiti si possono trarre dalla lettura della pagina ''mantenimento'' 

fuori casa: all'aperto, (all'ombra per le specie verdi e semiombra per le specie grigie) su piante che si trovano in buono stato di idratazione e già acclimatate non dovrebbero essere necessari interventi irrigui perchè le Tillandsia sono in grado di usufruire della umidità dell'aria, specialmente di notte. Però, perchè possano catturare la rugiada notturna le piante non devono essere eccessivamente riparate, ossia ci deve essere condensazione sulla superficie fogliare.

Luce: vanno tenute in posizione luminosa, ma non al sole diretto, soprattutto se all'aperto.

In casa: preferire sempre posizioni ben illuminate; la luce diretta del sole può essere utile se protratta per non più di qualche ora al giono, per attivarne le funzioni vitali.

Fuori casa: devono essere mantenute all'ombra, meglio se sotto la chioma di vegetazione arborea o arbustiva.

Come regola grossolana si può dire che le specie grigie abbisognano di più luce, ma attenzione che più luce non deve automaticamente comportare una maggiore temperatura, per lo meno non sempre o non per tutte le specie. Alcune specie grigie dimostrano sofferenza rallentando la crescita al di sopra dei 25-28°C

Si ricordi però che qualsiasi sia la situazione ambientale, una buona illuminazione è fondamentale per mantenere la pianta ''attiva''. Possiamo dire che una non adeguata disponibilità di luce, quasi sempre una carenza, è causa frequente o causa scatenante di alcuni stati di sofferenza che presentano le Tillandsia collocate nelle case e negli ambienti in genere.

Una carenza di luce (intesa come scarsa intensità di luce o come scarsità di ore di illuminazione), può portare a un eccesso di irrigazione, in quanto la pianta non è in grado di assorbire in tempi brevi, l'acqua che le viene somministrata.

Una Tillandsia collocata in buone condizioni di luce sarà più facile da mantenere e da far crescere. Sarà una pianta che reagirà meglio a qualsiasi stimolo, reagirà meglio alle irrigazioni e alle concimazioni e in genere a tutte le attenzioni e le cure che la persona le dedicherà; crescerà meglio, più rapidamente, andrà in fioritura più facilmente ed emetterà poi più facilmente e rapidamente anche i germogli che saranno quelli che si incaricheranno di ripetere il ciclo vitale, quando la pianta lentamente si esaurirà dopo aver prodotto 1-2-3 o più generazioni di germogli. Viceversa, una pianta mantenuta in scarsità di luce sarà una pianta pigra e sonnolenta con scarse reazioni agli stimoli, non reagirà alle irrigazioni, ancora meno alle concimazioni; sarà una pianta destinata ad esaurirsi.

Perciò: fondamentale una oculata collocazione.

Concimazione: se durante la bella stagione si volesse di tanto in tanto concimarle con uno dei tanti concimi liquidi o in polvere (posibilmente provvisti oltre che di macro, anche di microelementi) per piante verdi o per piante fiorite disponibili ovunque, si deve prestare attenzione al momento di preparare la soluzione, di abbassare le dosi consigliate nella confezione, fino ad arrivare a 1/3 o 1/4 della dose consigliata. E' un consiglio di massima per evitare ustioni alla pianta. Se l'operazione viene fatta per es. per immersione in una bacinella (scelta consigliata), si diluisca la poca quantità di concime richiesta, nella quantità di acqua necessaria per arrivare alla concentrazione voluta. Ci permettiano solamente di ricordare che una concentrazione all'uno x mille significa 1 cc di concime in 1000 cc circa (1 litro) di acqua. Tale concentrazione è di norma troppo alta per le Tillandsia, pertanto invitiamo ad attenersi a quanto detto poco sopra. Nel caso di nebulizzazione, si utilizzi la soluzione, alla concentrazione correttamente preparata, per spruzzarla sulla pianta.

(Ai nostri clienti,  possiamo fornire su concimazione e altri aspetti colturali, istruzioni più dettagliate).

 

  Per più approfondite informazioni circa il mantenimento, la nutrizione in natura, ecc. si rimanda ai relativi paragrafi, dove questi aspetti vengono esaminati in maniera esauriente.  

 

(Ultimo aggiornamento:22 gennaio 2012)

 

 

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